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Cenni Storici
Il nome di Sabbion si riferisce alle antiche dune di sabbia formate dall'adige prima che la rotta del vi secolo ne facesse deviare il corso verso Legnago, cedendo il posto al fiume nuovo ossia al Guà.
La scoperta in Sabbion di antiche tombe, tra le quali il sarcofago di un seviro augustale, ne ha fatto risalire le origini all'età romana.
All'alto medio evo risale l'origine del centro abitato e piu precisamente nei secoli VI e VII, quando il mutato corso dell'Adige rese possibile una stabile coltura delle terre situate lungo l'antico alveo.
Nella corte di Sabbion risiedeva un vescovo che si riteneva suffraganeo a quello di Vicenza e questo vescovo, unitamente a tutti gli altri delle venezie, deriva allo scisma di Aquileia ed il suo nome era Zaccaria.
A Sabbion era stato costruito un castello che la tradizione vuole fatto erigere da
Rosmunda, moglie di Alboino re dei longobardi; qui ella medito di liberarsi dell'odiato consorte, come realmente fece, uccidendolo il 28.06.574.
L'antico castello i cui ultimi resti sono scomparsi nel secolo diciannovesimo (ne continua il ricordo nella tradizione popolare) fu al centro delle movimentate vicende politiche del secolo XIII.
Un certo Ingone di Guiscardo di Verona, padre di Cadolo futuro vescovo di Parma, poi antipapa ai tempi di Gregorio VII, donò al costruendo monastero benedettino di San Giorgio in Braida a Verona la corte di Sabbion.
I benedettini di san Giorgio in Braida, piuttosto renitenti nel seguire le norme della riforma eclesiastica, furono sfrattati dal vescovo che assegno detta corte ai Canonici regolari sotto le regole di sant'Agostino
La corte di Sabbion, nel 1442, dopo essere stata goduta da diversi commentatori de monastero di san Giorgio, fu ceduta ai canonici secolari di san Giorgio in Alga di Venezia.
Nel 1673 la corte di Sabbion fu acquistata dalle monache carmelitane delle teresine di san Zaccaria di Venezia.
Durante le guerre napoleoniche e fino alla restaurazione, Sabbion perdette la sua autonomia amministrativa e l'antico comune, che aveva per stemma un vecchio dalla barba fluente collocato sopre una altura, rimase concentrato in quello di Sabbion.
La chiesa, dopo la soppressione del monastero di san zaccaria di Venezia nel 1810, cadde sotto il patronato regio.
La corte di Sabbion passò poi ai conti Papadopoli i quali demolirono l'antica chiesa e la ricostruirono fuori dalla corte monastica medioevale, togliendo agli uomini l'ultimo ricordo che ancora li legava ai remoti tempi del feudalismo.
La nuova chiesa venne inaugurata il 29 ottobre 1882.
La corte di Sabbion con annessi e connessi fu acquistata nel 1920 dal commendator Felice Bressan ed attualmente in possesso dei suoi eredi.
La villa venne ricavata come tale utilizzando parte dell'antico convento dei padri di san Giorgio in Alga.
Struttura
Il corpo principale dell'edificio consta di un cinquecentesco palazzetto molto elegante a portico e loggia con doppio ordine di arcate sostenute da colonne in pietra.
Di fronte alla villa sorge un'antica colombaia romanica (sec. XI) con triplice ordine di cornici in cotto che rappresentava la torre dell'abbazia.
Intorno alla villa esiste un grande parco secolare di circa 10.000 m2.
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